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Metodo Casiraghi-Jones
CHE COS'È IL DETTATO FONETICO

TESTO di Roberto Casiraghi

COPYRIGHT di: Casiraghi Jones Publishing srl
Dettato fonetico, chi era costui? Una creatura della fantasia, un parto mostruoso nato da una costola del Metodo Casiraghi-Jones o un qualcosa che sarebbe realmente utile insegnare e praticare nelle scuole di inglese?

La primissima cosa da dire è che il dettato fonetico... non esiste!

Infatti, a causa della totale negligenza dell’insegnamento della pronuncia inglese da parte delle scuole pubbliche e private, nessuno ha potuto ancora creare quella che sarebbe la conseguenza naturale dell’insegnamento sistematico della pronuncia inglese: il dettato fonetico.

Immaginiamoci una classe, immaginiamoci un professore e immaginiamoci un radioregistratore o altro apparato equivalente dalla cui cassetta o CD si irradiino delle frasi inglesi pronunciate da uno speaker madrelingua a velocità lentissima.

Gli allievi, che hanno sul loro banco il testo completo del dettato, ascoltano le parole e le traslitterano nella relativa Pronuncia Guidata (o altro sistema equivalente).

Un esempio? Si ascolta la frase I’m not sure whether I want to play another year e la si fonetizza come “Aim not shuë wedhë(r) Ai wont tu plei ën’adhë yië.”

Finito l’esercizio, il professore esamina gli elaborati e riesce istantaneamente a capire chi dei suoi allievi conosce la pronuncia delle parole inglesi e chi invece ha ancora dei problemi e necessita di ulteriore aiuto.

Ci sembra che sia un sistema di valutazione della pronuncia molto più oggettivo ed efficace che non il semplice ascolto dell’allievo che può essere viziato da almeno due tipi di problemi:

  1. impossibilità per un italiano non perfettamente bilingue - e la maggior parte dei professori di inglese delle scuole pubbliche italiane sono necessariamente in questa condizione - di giudicare adeguatamente la pronuncia ascoltata (mentre non ci sarebbe alcun problema a giudicare la pronuncia scritta del dettato fonetico);
     

  2. eccessiva velocità o indefinitezza di pronuncia da parte dell’allievo che non consente di percepire facilmente dove l’allievo abbia sbagliato a meno di non registrarne la pronuncia per poi riascoltarla (cosa però assai difficile da ipotizzare per chi pensi alla situazione reale di una classe di scuola pubblica italiana).

Il dettato fonetico sarebbe invece qualcosa di oggettivo che non richiede interpretazioni, complicazioni logistiche o disponibilità di macchinari complessi.

Alcuni dei nostri lettori ci hanno scritto per dirci che già spontaneamente effettuano il dettato fonetico utilizzando gli audiofiles sul sito Internet o le registrazioni contenute nel CD della rivista English4Life.

Ed altri si sono resi conto che il fatto di abituarsi a leggere la Pronuncia Guidata dei nostri fumetti, storie e articoli crea nella loro mente una seconda immagine scritta di ogni parola inglese: la prima è quella di come si scrive la parola (spelling), la seconda è di come si scrive la pronuncia di quella parola.

Altri lettori, inizialmente perplessi, dichiarano il loro totale entusiasmo per la Pronuncia Guidata: e li capiamo, perché per la prima volta si può veramente studiare la pronuncia inglese sottraendosi alle sabbie mobili dell’incertezza o del “speriamo che me la cavo”.

Certo ci rendiamo conto che l’introduzione nelle scuole del dettato fonetico, per quanto utile e priva di controindicazioni, non potrà mai essere presa in considerazione finché qualcuno su su al Ministero (giusto un gradino prima di Dio onnipotente) non deciderà di rivedere il modo come si insegna l’inglese in questo paese.

Quanti giorni, settimane, mesi, semestri, anni o decenni dovranno passare per arrivare ad una presa di coscienza dei seguenti fatti:

  • che la base dell’insegnamento dell’inglese deve essere la pronuncia;

  • che la quasi totalità degli italiani che sanno l’inglese, lo pronunciano male o malissimo;

  • che lo studio efficace della pronuncia è possibile e realizzabile già da oggi senza ulteriori costi per le strutture pubbliche.

Non lo sappiamo, ma intanto cominciamo a contare...